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PERSONAGGI


 
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« Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc
Parthenope; cecini pascua rura duces »

(IT)

 

« Mi ha generato Mantova, la Puglia mi ha strappato alla vita, ora Napoli conserva i miei resti; ho cantato pascoli, campi, eroi »

(Epitaffio)

Publio Virgilio Marone

Publio Virgilio Marone, in latino Publius Vergilius Maro (IPA: 'pu.blius wer.'gi.lius 'ma.ro(ː)) (Andes, 15 ottobre70 a.C.Brindisi, 21 settembre19 a.C.), fu un poetaromano.

 

 
Biografia

Virgilio nacque il 15 di ottobre del 70 a.C. vicino Mantova, e precisamente nel villaggio di Andes, località identificata dal XIII secolo con il borgo di Pietole in tal senso si esprime Dante nella Divina Commedia (Purgatorio, 18,83). Invece il filologo e latinista prof. Davide Nardoni [1], dell'Università di Cassino, sulla base di un attento esame filologico, sostiene che l'effettivo luogo di nascita sia proposto nella zona di Castel Goffredo.[2]

Il padre, di nome Stimicone Virgilio Marone (citato nelle Bucoliche, V,55), era un piccolo proprietario terriero arricchitosi tramite l’apicoltura, l’allevamento e l’artigianato mentre la madre, di nome Polla Magio, era la figlia di un facoltoso mercante, Magio, al cui servizio aveva lavorato il padre del poeta. Virgilio studiò prima a Cremona, poi a Milano ed infine a Roma lettere greche e latine ma anche matematica e medicina. Qui conobbe molti poeti e uomini di cultura e si dedicò alla composizione delle sue opere. Nel suo soggiorno romano, il futuro poeta fu infatti anche veterinario per i cavalli dell’imperatore Augusto. Inoltre nella capitale portò a termine la propria formazione oratoria studiando eloquenza alla scuola di Epidio, un maestro importante di quell’epoca. Lo studio dell’eloquenza doveva fare di lui un avvocato ed aprirgli la via per la conquista delle varie cariche politiche. L’oratoria di Epidio non era certo congeniale alla natura del mite Virgilio, riservato e timido, e dunque quantomai inadatto a parlare in pubblico. Infatti nella sua prima causa come avvocato non riuscì nemmeno a parlare. In seguito a ciò Virgilio entrò in una crisi esistenziale che lo porterà (non ancora trentenne) a spostarsi dopo il 42 a.C. a Napoli, dove si recò alla scuola dei filosofi Sirone e Filodemo per apprendere i precetti di Epicuro, e dove conobbe diversi importanti personaggi nel campo politico ed artistico (tra cui Orazio).

Mantova, Piazza Broletto, statua di Virgilio in cattedra[3]

Gli anni in cui Virgilio si trova a vivere sono anni di grandi sconvolgimenti a causa delle guerre civili: prima lo scontro tra Cesare e Pompeo, culminato con la sconfitta di quest’ultimo a Farsalo (48 a.C.), poi l’uccisione di Cesare (44 a.C.) in una congiura e lo scontro tra Ottaviano e Marco Antonio da una parte e i cesaricidi (Bruto e Cassio) dall’altra, culminato con la battaglia di Filippi (42 a.C.). Virgilio fu toccato direttamente da queste tragedie: infatti la distribuzione delle terre ai veterani dopo la battaglia di Filippi mise in grave pericolo le sue proprietà nel mantovano che furono confiscate al padre ed ai fratelli, i quali si spostarono poi a Napoli con il poeta. Da allora per tutta la vita Virgilio, attraverso la sua opera, cercherà appoggi ed aiuto presso diversi personaggi politici (Pollione, Varo, Gallo, Mecenate e lo stesso Augusto) ma senza mai riuscire ad ottenere alcunché.

Dopo il successo delle Bucoliche, venne in contatto con Mecenate ed entrò a far parte del suo circolo, che raccoglieva molti letterati famosi dell’epoca. Il vate frequentava le tenute terriere di Mecenate, che egli possedeva in Campania nei pressi di Atella ed in Sicilia. Attraverso Mecenate Virgilio conobbe Augusto e collaborò (forse in maniera forzata) alla diffusione della sua ideologia politica. Divenne il maggiore poeta di Roma e dell’impero.
Morì a
Brindisi il 21 settembre del 19 a.C. (calendario giuliano), di ritorno da un improvviso viaggio in Grecia

, secondo i biografi per una vampa di sole. Prima di morire, Virgilio raccomandò ai suoi compagni di studio Tucca e Varo di distruggere il manoscritto dell’Eneide. Ma i due, per timore o per colpa, consegnarono i manoscritti all’imperatore.

I resti del grande poeta furono poi trasportati a Napoli, dove sono custoditi in un tumulo tuttora visibile, sulla collina di Posillipo. Purtroppo l’urna che conteneva i suoi resti andò dispersa nel Medioevo. Sulla tomba fu posto il celebre epitaffio: Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua, rura, duces; ovvero: "Mi generò Mantova, la Calabria [la Puglia] mi rapì: ora mi custodisce Partenope [Napoli]; cantai i pascoli [le Bucoliche], i campi [le Georgiche], i capi guerrieri [l’Eneide]".

 



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Teresa Panunzio
soprano


 

COMUNICATO—ASSOCIAZIONE “GIACOMO PUCCINI”
Giugno 2011

 E’ al secondo appuntamento con la lirica la nuova e promettente Associazione musicale “Giacomo Puccini” di Brindisi, fortemente voluta da  Teresa Panunzio, presidente e direttore artistico  dello stesso sodalizio culturale.

 Con il recital lirico “Belle nuit d’amour” - sere fa, presso il salone della Provincia di Brindisi, gremito di pubblico – l’Associazione  ha saputo offrire uno spettacolo davvero entusiasmante, capace  comunque di scaldare i cuori e di suscitare  grandi emozioni in tutti i presenti. In poche parole, capace di far sognare.

 Complici, non v’è dubbio, i brani scelti: “Barcarolle”(Offenbach); “Porgi amor”(Mozart);”Habanera”(Bizet);”Mi chiamano Mimì”(Puccini - non poteva mancare),”Lakmè”(Delibes), giusto per citare i più noti della prima parte del programma della serata; per poi passare - dopo un breve stacco – a “La danza delle ore”(da la “Gioconda” di Ponchielli);”Bella figlia dell’amore”(da Rigoletto di Verdi);”Tarantella napoletana”(Rossini);”Fox della luna”(da Il paese dei campanelli di Ranzato);”Fox trot delle gigolettes”(Lehar);”Amapola”(Lacalle);”La vie en rose”(Piaf-Louiguy);”Firenze sogna”(Cesarini);”Torna a Surriento”(De Curtis).

 Ma un grande merito per la serata da sogno, va senza alcun dubbio ascritto agli interpreti: il soprano Teresa Panunzio, il mezzosoprano Francesca Zacheo, il pianista Valerio De Giorgi.

 I tre artisti hanno saputo tirar fuori la propria grinta e la propria bravura. Molto bravi il soprano e il mezzosoprano nell’interpretazione dei brani, sia nei ”duetti” che negli “a solo”. Altrettanto dicasi per il pianista   nell’accompagnamento – non a caso è docente di pratica dell’accompagnamento – ma bravissimo anche nell’interpretazione solistica di brani piuttosto complessi e difficili. Meritatissimi  gli applausi tributati agli artisti in chiusura, in particolar modo dopo l’immancabile richiesta di bis, concesso sia da Panunzio e Zacheo(in duetto, con il brano “O’ surdato ‘nnammurato”) e sia dal pianista De Giorgi, con un breve brano di Shubert. Brillante l’introduzione da parte della giovanissima Sarah Fontana che ha arricchito la presentazione dei brani con curiosità storico-letterarie. Il ricavato della serata è stato devoluto all’acquisto di strumenti musicali per il laboratorio di Musicoterapia della Cooperativa “Oltre l’Orizzonte” di Brindisi. A tal proposito l’Associazione ringrazia tutti gli spettatori, gli sponsor e l’Assessorato alle Politiche Giovanili e Spettacolo della Provincia di Brindisi per aver sostenuto l’iniziativa con sensibilità ed entusiasmo.

Il nuovo sodalizio musicale-culturale brindisino è già al lavoro per il terzo appuntamento con il “Canto”. Naturalmente sarà un sorpresa. Sempre però, con il preciso intento di valorizzare i giovani cantanti. Soprattutto quelli presenti nel territorio. Quelli che meritano, ovviamente. Quelli che non possono e che non devono deludere.
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Dal Quotidiano di Brindisi-Lunedì 16 Maggio 2011

....Con la “Giacomo Puccini” è nata una nuova “ stella” nel firmamento musicale brindisino. Una stella che brillerà a lungo, anche perché la sua materia prima è composta da elementi giovani, senz’altro, ma con tanta stoffa da vendere e, soprattutto, tanta voglia di fare.

Un assaggio delle proprie potenzialità, l’Associazione musicale “Puccini” l’ha dato, sere fa – in un salone gremito della Provincia – dove è stato offerto un recital lirico di tutto rispetto, che ha saputo senz’altro entusiasmare il pubblico presente.

A “riscaldare” l’ambiente, ci hanno pensato i due giovani artisti salentini, Teresa Panunzio(soprano) e Gabriele Mangione (tenore). I due giovani sono stati accompagnati al pianoforte da una bravissima Maestra  qual è Aksinja Gioia. Quest’ultima, tra l’altro, ha dato prova della sua bravura e della sua eccellente interpretazione, nel corso di un breve intermezzo, quando ha eseguito due brani di Mozart e Chopin.

Ma ritorniamo ai due giovani talenti salentini. La Panunzio – è bene ricordarlo con orgoglio – è una “brindisina doc”.

Per niente intimoriti dal folto pubblico presente in sala, Panunzio e Mangione si sono esibiti con grande disinvoltura – in a “solo” e in duetto – interpretando varie arie celebri di opere liriche (Verdi, Puccini, Donizetti, Debussy e Lehar), senza trascurare nel loro repertorio altrettante celebri canzoni napoletane, cantate in tutto il mondo.

Una serata davvero magica, insomma, capace anche di far sognare un pubblico, rimasto particolarmente colpito non solo della bravura dei singoli artisti, ma anche della loro perfetta sintonia, dimostrata nei “duetti”.

Particolarmente brava anche la giovane presentatrice Sarah Fontana.....

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Associazione Musicale
" Giacomo Puccini "    BRINDISI

Presidente e Direttore artistico
Teresa Panunzio

Via Montebello, 31- 72100 Brindisi  (Br.)
Tel. 0831. 51 42 25  Cell. 346. 86 25  943
E-mail:info@associazionepuccini.com
Sito: www.associazionepuccini.com





Intervista esclusiva realizzata il 4 Giugno 2008 da Ilaria Solazzo a Valerio Massafra per ‘castzine’.


Valerio Massafra è un ex speaker radiofonico che ha lavorato per anni come funzionario vendite L’OREAL. 
Attraverso questa intervista si è simpaticamente prestato al web per farsi conoscere dai navigatori di 'INTERVISTANDO', ma soprattutto per cercare di descrivere le emozioni che ha provato in questi lunghi anni di carriera. 
“A mio avviso”, dice Valerio Massafra, “non c'è strumento musicale più bello della nostra voce”.

D. Chi è Valerio Massafra?
R. Come genitore e padre di famiglia, sono sempre lo stesso da 36 anni.
Sono stato un funzionario vendite per L’OREAL per 35 anni.
Dopo aver svolto lavoro negli alberghi, ed un periodo in una società internazionale distributrice di calzature nei primi anni di aperture in Italia, sono stato un collaboratore gratuito per le radio private. 
La mia età? La stabiliscono gli altri, quando si sta insieme.
Nel maggio del 2005 mentre ero in pensione i miei ex colleghi mi hanno regalato una targa ricordo con su scritto: "... il calendario è un’invenzione degli uomini... per lo spirito, il tempo non esiste".
Gli stessi amici nel Natale del 2002 mi regalarono una targa con: “... La carica e la vitalità con cui affronti la vita, siano per te una costante...”
D. Che rapporto ha con la musica?
R. Di musica ne ho ascoltata tantissima fin da ragazzino, ho anche provato a stare nei gruppi, negli anni 60/70 ed ogni tanto ci ritroviamo.
Il mio cantante preferito per un certo tempo è stato Peppino di Capri.
Per caso ha un figlio, Valerio. Ma guarda un pò.
Un altro mio amico, ex titolare di una emittente in provincia di Bari, ha anche lui chiamato un figlio Valerio, proprio come me.
D. Anni fa quali generi di musica ascoltava?
R. Quando viaggiavo in lungo ed in largo per lavoro con la mia automobile,spesso in momenti di tensione preferivo ascoltare musica soft, quasi classica.
D. Come vive la sua vita?
R. Vivo la vita intensamente, nello stare con gli altri.
Associo sempre un ricordo o ad una esperienza già vissuti al momento che vado rivivendo.
D. Se fosse stato lei l’ideatore della radio, quale sarebbe stato il primo messaggio che avrebbe voluto divulgare tra gli ascoltatori?
R. Ho cercato sempre di dare le giuste informazioni, perchè preferisco la radio di servizio, non mi piace interagire in modo passivo, ma attivo.
La musica deve essere un buon veicolo sul quale trainare la trasmissione…stando sempre attenti alle fasce orarie.
Prima di tutto voglio capire io, per poter dare qualcosa agli altri.
I "comunicati stampa" sic et simpliciter li può leggere chiunque.
D. Se oggi potesse occuparsi di un programma radiofonico per quale radio le piacerebbe lavorare?
R. Visto l'attuale momento socio-politico, ovunque si possa dare agli altri formazione ed informazione.
Da grandi si diventa esperti, non saggi. 
Spero di aver acquisito esperienza e...di poterne ancora trasmettere.
D. Tra tutti i modi sofisticati di comunicare il più semplice e diretto rimane la parola.
C’è un posto particolare dove spesso ama chiacchierare in compagnia di amici?
R. Se, la mia compagnia è gradita, dappertutto.
Alcune persone vorrebbero rendere sempre più difficile lo stare con gli altri.
Bontà, disponibilità, pazienza, altruismo, tolleranza...sembrano non essere più pronunciabili, poichè prevaricazione, insofferenza, ed altro rendono la vita impossibile.
D. Magia e tecnologia fanno solo rima secondo lei?
R. La magia? Mmmahahah; se è telepatia, ci credo!
La tecnologia è scienza, esperienza, frutto di ricerca di tanti che si applicano seriamente, e vanno incoraggiati e sostenuti.
D. Se avesse a sua disposizione una macchina del tempo per poter tornare indietro nel passato cosa modificherebbe del suo vissuto?
R. Quando finii il militare, (allora era di 14 mesi), dissi che avrei ricominciato per modificare alcune situazioni, ma...non trovai 4 amici al bar. 
Tutti eravamo presi da altro: ricerca di lavoro, una sistemazione, fidanzate;(Poi cambiarono dopo anni il servizio militare).
D. Secondo lei è vero che colui che domina gli odori, domina il cuore degli uomini? Come mai?
R. Non so! Amo molto gli odori, gli aromi, i profumi, (a prescindere il mestiere), quelle piacevoli sensazioni che si provano in certi momenti della vita, e che spesso rimangono nella memoria o nel cuore. 
Capita spesso di annusare odori ad aromi che ho già provato che mi riportano a precedenti tempi e luoghi.
D. Cos’è per lei la libertà?
R. Parliamo di indipendenza? Vivere tranquillamente il proprio lavoro, la propria famiglia, la vita senza essere assoggettati.
Ho servito la mia azienda con lealtà e partecipazione, ciò credo mi abbia dato, in altro verso libertà.
D. Ha lavorato per anni per L’OREAL, cosa le manca di quegli anni trascorsi in giro per il mondo?
R. L'intensità della vita vissuta con passione, ed attaccamento alle persone che componevano le varie squadre.
Non voglio esagerare, ma il modo di vivere in L’OREAL, era e credo, (dalle informazioni in mio possesso), sia rimasta una 'filosofia'.
D. Tra le star internazionali conosciute alcune l’avranno colpito negativamente ed altre positivamente. Ci sveli due nomi noti che ricorda con simpatia.
R. Le testimonial che ho conosciuto sono state tantissime, e tutte star di altissimo livello.
Due nomi che mi vengono in mente sono Andie MacDowell e Monica Bellucci. 
D. ‘Grease’ è stato ed è un musical cult…per vari motivi, uno dei quali è stato sicuramente rappresentato dal look accattivante degli attori. 
Nel grande successo quanto hanno influito a suo parere i prodotti per l’estetica adoperati dai parrucchieri e dai truccatori?
R. Tutte le aziende vivono in prima linea l'evoluzione dei tempi, spesso anticipano tendenze, in altri casi le seguono.
L'attenzione a non farsi cogliere impreparati è massima. 
L'OREAL è ormai simbolo di anticipazione, vista l'internazionalità del marchio.
‘Grease’ a suo tempo fece arrivare sulla testa dei ragazzi l’uso del gel per capelli, con STUDIO LINE, L’OREAL raggiunse le più alte vette della notorietà; dopo più di 20 anni il marchio resiste bene e va avanti.
D. Tra i personaggi della Walt Disney chi ritiene più affine al suo modo d’essere? Per quale motivo?
R. Non sono zio paperone, non ho mai preteso di emularlo. 
Ho sempre lavorato senza aver mai trattato il mio compenso, nelle aziende serie questo timore non dovrebbe esserci, ci sono degli standard per cui oltre non si va. 
A me è accaduto, ma parlo di aziende serie.
D. Rispetto agli anni della sua infanzia i bambini di oggi sono economicamente più ricchi, pensa che nelle nuove generazioni cresceranno anche i valori della solidarietà, della famiglia e del rispetto?
R. Beati quei bimbi che hanno una buona guida familiare, scolastica e religiosa, e delle buone compagnie di amici portatori degli stessi valori.
In compagnia, (oggi branco), spesso accadono tante storie, ci si fa forti dell'appoggio altrui, ma del dopo nessuno si preoccupa. 
Storie legali, schedature, condanne penali...
D. Un suo pregio? E un suo difetto?
R. Le qualità le giudicano gli altri con, (più o meno), un amore sincero nei miei riguardi.
Parlo di amore non di invidia, perchè tale sentimento non alberga in me.
Si invidia quando non si conoscono le persone, i fatti, le storie, i sacrifici che portano al benessere ed alla visibilità.
Sono riconoscente di ciò che ho ricevuto, delle condizioni che mi sono state offerte, non dimenticando, che la mia strada non è sempre strada piana.
Nel saluto all’azienda ed ai colleghi ho voluto ricordare i molti dirigenti, funzionari e tutti i miei ormai ex colleghi; ho vissuto con loro più che con la mia famiglia.
L’ingratitudine è un fenomeno fortunatamente non molto diffuso, ma…chi sgomita e si arrampica spesso taglia la corda per salvarsi. 
Difetti io? Zero...!?!?!?!?!?!?...scherzo.
D. Ha ancora un sogno nel cassetto?
R. Vorrei poter offrire ancora i frutti della mia esperienza, ma nessun manovratore sembra voler essere disturbato.
D. Cosa augura all’umanità?
R. Tutto il bene e tanta fortuna, un po' più di pazienza, amor proprio e sopratutto per gli altri.
 

Carmelo D'Errico

Questa pagina è dedicata alla memoria di Carmelo D'Errico, contadino e artista, autore di poesie e canzoni scritte nel dialetto di Tuturano, una frazione di Brindisi, esponente del folklore brindisino dal 1975 al 1985.

Il disco: quandu sciamu a vindimà... (l'ua)

Il disco "Quandu sciamu a vindimà... (l'ua)" è stato prodotto nel 1980 dalla 3D - etichetta discografica con a capo Vito Daniele del Discobolo, e distribuito da LineaTre - RCA

Sul fronte della copertina è riportato uno scorcio del porto di Brindisi con sullo sfondo il Monumento al Marinaio. In alto sulla sinistra è riportata l'indicazione folk tuturanese con la precisazione brindisi che indica l'appartenenza di questo tipo di folklore alla tradizione brindisina.

I brani contenuti sono:
...lato A
- Lu scazzoppularu (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 3'28"
- Fatti di casa noscia (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 3'51"
- La caccavella (canto tradizionale) 3'05"
- Lu polici s'è fattu sacristanu (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 3'42"
- La strata di Santu Vitu (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 3'03"
- Quandu sciamu a vindimà... (l'ua) (testo e musica originali di Carmelo D'Errico) 5'08"
...lato B
- La Carmina (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 3'01"
- Franchinu lu ucceri (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 2'46"
- Li pummitori (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 4'00"
- Quadriglia Tuturanese (testo e musica originali di Carmelo D'Errico) 2'44"
- Anti posparu (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 5'35"
- Alla bicicletta a mu turnare (titolo originale: Paisi mia) (testo di Carmelo D'Errico, musica del maestro A. Sempliciano) 4'13"

Realizzazione:
Canto: Carmelo D'Errico
Fisarmonica folk: Nicola Martinesi
Chitarra acustica: Pino Cagnazzo
Chitarra basso: Van Earl Patterson (U.S.A.)
Batteria e percussioni: Cosimo Giorgino
Direzione artistica: Pino Cagnazzo e Giuliano Sorgini
Ingegnere de suono: Giuliano Sorgini
Registrazione:
«g.s.» studio sound 80 s.r.l. - Roma
Foto: Lorenzo Falcone
Idea grafica: Dario Bresolìn

Segretaria di produzione: Anna Gentile
Produzione: 3D Vito Daniele
Ha collaborato: Eusepio Prontera
Recording System Elettroacustica Professionale /Roma


Queste canzoni create con spirito genuino e spontaneo, parlano di fatti di tutti i giorni, di amici, di allegria, di ironia verso i giovani sempre convinti di essere meglio degli anziani.

Lu scazzoppularu (scazzoppularu = coltivatore di carciofi) descrive gli effetti di una intensa nevicata nei primi di gennaio del 1979 che arrivò improvvisa dopo mesi di siccità rovinando i raccolti di carciofi. Fatti di casa noscia è un canto di protesta verso la centrale termoelettrica ENEL di Cerano che in quegli anni veniva costruita distruggendo la spiaggia dei tuturanesi e Carmelo se la prende con i suoi paesani che hanno subito lo scempio senza protestare. La caccavella (caccavella = strumento tipico della tradizione musicale napoletana) è invece un canto tradizionale che si rifà alla tradizione romantica popolare del 1700-1800. Lu polici s'è fattu sacristanu (polici = pulce) si ispira sempre alla canzone tradizionale con riferimenti alle schermaglie amorose. La strata di Santu Vitu si ispira, invece, al mondo agreste, alla tradizione contadina dei carretti che portavano le donne in campagna descrivendo un tipico incidente che poteva accadere, ovvero il ribaltamento del carretto, episodio che volge verso il comico. Quandu sciamu a vindimà... (l'ua) è il brano principale del disco con il testo e la musica originali di Carmelo D'Errico. Nella canzone è impresso il suo amore per la campagna, il vigneto, l'uva. Infatti bisogna ricordare che Carmelo, oltre ad essere un ottimo agricoltore, è un ottimo vignaiolo ed esperto di vini. Questa canzone si potrebbe forse considerare come la spinta decisiva a realizzare il disco che in principio non avrebbe mai immaginato di fare.

La Carmina è una canzone che parla della conquista del cuore della propria amata. Franchinu lu ucceri è una canzone dedicata ad un suo caro amico e paesano proprietario di un negozio di carni (macelleria o, in dialetto, ucceria). Questa canzone rivela una delle caratteristiche più apprezzate di Carmelo: dedicare rime e poesie. Infatti, si rifà alla tradizione dello stornello cantato con riferimenti ironici sia ai pregi che ai difetti dell'amico condendoli con l'affetto. La canzone termina, come molti brindisi, con l'augurio di stare sempre bene e mai malato e con l'ironica battuta di non arrabbiarsi per lo scherzoso stornello. Li pummitori è una denuncia contro quegli agricoltori che sradicano le piante di pomodori in cambio di contributi da parte dello Stato (teniamo presente che siamo nel 1980).

La Quadriglia Tuturanese è un altro brano interamente composto da Carmelo in occasione del Carnevale Tuturanese del 1980. La composizione è gioiosa e coinvolgente. La canzone Anti posparu (posparu = fiammifero) è una risposta che un anziano dà ad un giovane che per dispetto gli canta la canzone Lu posparu, canzone in dialetto leccese molto in voga in quel periodo e cantata da cantanti leccesi come Bruno Petrachi, Ginone, Gruppo Folk 2000. La canzone Lu posparu ha per argomento l'incapacità dell'anziano di sostenere la vita moderna e le donne. Carmelo risponde con il suo Anti posparu ricordando che anche l'anziano è stato giovane combinandone di cotte e di crude e rinfacciando ai giovani la vita vuota che spesso svolgono. Alla bicicletta a mu turnare (Alla bicicletta dobbiamo tornare) è una canzone con riferimenti nostalgici a quei tempi quando la vita era più semplice, senza automobili, senza elettricità, senza politici attaccati alla poltrona, quasi una nostalgia per i tempi della monarchia. Non è ovviamente una canzone politica ma esprime solo il sentimento di un anziano quando si volge a guardare al passato. Il titolo originale della canzone era Paisi mia del maestro A. Sempliciano sulla cui melodia Carmelo ha imbastito il testo.

...per gentile concessione di:
- Fabio Massimo Conte
- Carmelo D'Errico Junior
www.fabiomassimoconte.it